Come affrontare la primavera in attesa di ricominciare

La primavera è la stagione della rinascita, dopo i tre mesi in cui l'inverno ha dominato l'emisfero boreale siamo giunti all'equinozio del 21 Marzo, ormai un mese fa.

La vita si risveglia, gli animali che hanno passato diverse settimane immersi nel loro letargo tornano ad affacciarsi al mondo mentre dalla terra e dagli alberi spuntano i primi germogli.

La nostra energia, come quella di tutto ciò che ci circonda, si riaccende dopo la fase di approfondimento e di accumulo che ha caratterizzato l’inverno che ci siamo lasciati alle spalle.

In Medicina Tradizionale Cinese la primavera è collegata al movimento del Legno e corrisponde alla nascita, all'espansione e alla crescita in ogni direzione. Gli elementi della MTC mettono in relazione organi, visceri, tessuti, organi di senso ed emozioni, oltre a tutta un'altra serie di fattori, fornendo così informazioni su eventuali eccessi o carenze che devono essere riequilibrati per favorire l’armonia dell’insieme. Il fegato incarna l’energia che sale, tipica del movimento Legno, rappresentando il risveglio, il germogliare, le idee, l’organizzazione e l’azione. Il fegato assicura e garantisce varie funzioni legate a digestione, assimilazione, e secrezione della bile.

Ha anche un'azione che regola la quantità di sangue in circolazione, ma quando il sangue non deve provvedere all'attività, per esempio di notte, va a nutrire e a rinforzare la funzione difensiva del fegato, degli organi e dei visceri, permettendo un buon recupero di energie.

Il fegato, sempre secondo la Medicina Tradizionale Cinese, a livello emotivo è collegato alla rabbia, all'ira e alla frustrazione.

Anche nella nostra cultura si dice "essere verdi di rabbia" o "di invidia" oppure "avere il pollice verde".

Questi modi di dire sono direttamente collegati ad un'emozione che fa assumere un colorito verdognolo quando ci si arrabbia per vari motivi (tra cui l'invidia) o, nel secondo caso, ad una particolare predisposizione nei confronti della natura con un'innata attitudine verso la coltivazione delle piante e dei fiori.

Il verde è, anche in MTC, il colore predominante legato appunto all'organo fegato, alla rabbia e alla primavera.

Se consideriamo con attenzione l’aspetto energetico del fegato, un suo squilibrio può portare a diverse manifestazioni. Sul piano fisico parliamo di difficoltà digestive, esaurimento fisico, oppressione al petto, tensione premestruale nelle donne, insonnia. Sul piano psichico parliamo di tensione mentale per eccesso di controllo, allontanamento da noi stessi per eccedenza nell'azione, scarsa creatività e progettualità, mancanza di spinta e di un senso di direzione nella vita. Sul piano emotivo, repressione e trattenimento, depressione, incapacità di gestire le emozioni con manifestazioni di rabbia o di frustrazione. Depurare il fegato e l’intero organismo per raccogliere le energie e ripartire dopo il freddo invernale con un’alimentazione sana, leggera e in sintonia con la stagione, ci aiuta ad essere più presenti e attivi.

Le discipline bionaturali, soprattutto la riflessologia plantare, sono di aiuto in tutto questo.

L’emergenza sanitaria in corso ha però modificato radicalmente le nostre abitudini quotidiane costringendoci a dare un arresto improvviso alle attività della nostra vita di sempre.

Per la maggior parte di noi, abituati a muoverci tra molti impegni quotidiani e ad avere una vita piena in mezzo agli altri e alle relazioni, adattarsi a questa novità non è per niente facile.

Ecco che allora si può diventare ansiosi e tristi con la testa che si riempie di pensieri cupi e di paure.

Per vivere la transizione tra la fase 1 e l'imminente fase 2 che prevede una graduale, ma comunque lunga, procedura per riaprire le attività, possiamo aiutarci con dei prodotti che, in assenza della possibilità di ricevere trattamenti di discipline bionaturali, ci forniscono un prezioso supporto.


Per depurare il fegato è indicatissimo il cardo mariano.

Il cardo mariano è una pianta erbacea selvatica, diffusa in tutta l'area mediterranea. E' noto fin da tempi remoti per i suoi usi alimentari e le numerose virtù benefiche. In particolare è stato ed è tuttora impiegato nella cura dei disturbi di origine epatica.


Per quello che invece riguarda stati d'ansia e stress da isolamento, è consigliatissima la rhodiola.

La cosiddetta "radice d’oro" cresce in Siberia dove sopravvive a condizioni climatiche estreme. Contiene una sostanza, il glicoside salidroside, che aiuta l’organismo a sostenere meglio lo stress e ad aumentare l’energia psicofisica.

La rhodiola accresce la resistenza, le difese e la capacità di adattamento dell’organismo, stimolandolo a reagire alle condizioni esterne sfavorevoli e difficili.

In questo periodo in cui i bioritmi sono stravolti dall'isolamento e dalla sedentarietà diventa sicuramente fondamentale per prepararsi alla ripresa.

E' anche un buon tonico dell’umore in quanto stimola la produzione di serotonina, il neurotrasmettitore del benessere. Riduce i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e ci rende più lucidi, efficienti e creativi, con un’azione antidepressiva e riequilibrante sul sistema nervoso.



Daniele Bignamini

Operatore in Discipline Bionaturali