Prendersi cura di sé dopo i traumi del lockdown

Sono ormai tre settimane che abbiamo ripreso l’attività con le discipline bionaturali e mi trovo di fronte più che altro a traumi da stress legati all’isolamento forzato.

Dopo aver preso coscienza del problema legato alla pandemia ed avere affrontato la situazione al meglio, le persone hanno iniziato a rimettere il naso fuori dalla propria casa, all’interno della quale erano state costrette a sopravvivere, mentre all’esterno tutto si era fermato.

Molti hanno dovuto gestire in queste settimane tutta una serie di disagi causati da attacchi di ansia e panico, soprattutto quelle persone che, per scelta o per necessità, hanno dovuto passare intere settimane da sole.

Quando abbiamo iniziato a fine Febbraio, l’emergenza era più che altro sanitaria. La scelta di chiudere tutto era mirata al contenimento della propagazione del virus e, vista la non conoscenza da parte anche delle autorità sanitarie, si è ritenuta corretta la scelta di evitare contatti tra persone a qualsiasi costo.

In effetti oggi i dati ci dicono che la scelta migliore poteva essere quella che è stata fatta e la decisione di agire in modo estremo nei confronti di una pandemia da virus ignoto ha, sempre secondo le statistiche, dato risultati positivi.

Ciò che più preoccupa però in questo momento è lo stato di demoralizzazione, ansia, paura e svogliatezza che accompagna una ripresa lenta e pesante che tarda nella sua manifestazione.

La vita sta riprendendo molto lentamente, la maggior parte della popolazione è ancora timorosa nell’approccio verso gli altri e c’è una notevole diffidenza nei confronti di chi non si conosce.

Ora che l’emergenza sanitaria è stata contenuta, serve ripartire con coraggio e fiducia; ovviamente bisogna rispettare alcune regole, che personalmente spero diventino sane abitudini, come prendersi cura della propria igiene e disinfezione in modo più accurato e tenere quel minimo di distanza fisica dagli altri, che poi altro non è che il semplice rispetto dell’altrui spazio personale.

Prendersi cura di sé in questo particolare frangente storico non significa solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto dal punto di vista della salute mentale. Chi di noi ha vissuto da solo per settimane, ma anche chi si è trovato a gestire situazioni familiari nuove ed impreviste, magari in smart working con più figli impegnati in videolezioni, ha dovuto tirare fuori il meglio per non affondare e per tenere in piedi molteplici e fragili equilibri.

E’ necessario attivarsi, uscire, confrontarsi con gli altri ed avere il coraggio di ricominciare, assumendosi la responsabilità di tutelare noi stessi e gli altri, applicando delle semplicissime norme comportamentali.

Un aiuto fondamentale può arrivare da sedute di riflessologia plantare e tecnica craniosacrale che, essendo tecniche manuali totalmente naturali, sono in grado di dare un supporto eccezionale sia dal punto di fisico che dal punto di vista mentale.

Prendersi cura di sé significa anche recuperare i propri spazi e riprendere possesso delle proprie abitudini; quelle sane che donano benessere a tutto l’organismo come le discipline bionaturali sono fondamentali per il recupero di un equilibrio psicofisico che nelle ultime settimane ha vacillato ed è venuto meno.

Prendiamoci cura di noi stessi e riguadagniamo il nostro spazio con passeggiate all’aria aperta, relazioni interpersonali sane e massaggi naturali che aiutano a recuperare il contatto fisico ed emotivo che è andato diminuendo nell’ultimo periodo a causa dell’isolamento forzato.



Daniele Bignamini

Operatore Discipline Bionaturali Riequilibranti


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